lunedì 5 marzo 2007

Cuba Libre (a Riky)

Fu il ragazzo col cubalibre
in tre bottiglie di coca da due

a riaccompagnarla.                                                                                                        lei

che piangeva senza interruzioni.

la rabbia caduta fuori dal concerto.
"Ti accompagno..."
"Lasciami. Faccio da me"
"Vengo su con te"
(lo spinse via)
"Salgo con te"
"Lasciami. Faccio da me. Grazie, lasciami" (piangeva)
e lui stette lì.
Col ghiaccio, il divano marroncino scamosciato e le lacrime di lei incazzosa.
Fu a quell'ora tarda della notte
che diventarono amici.






(mi manchi

ehi
la canzone è per noi
che la prima volta
l'ho ascoltata dans ta voiture

e ora mi ci specchio)

giovedì 25 gennaio 2007

Pardonne - moi

Pardonne-Moi
(la foto è presa dal WEB
se la proprietaria non fosse d'accordo,
mi scriva. la tolgo)

PERDONAMI. SE ALLE 8.38 TI MANDO SMS TROPPO CORTI IN PRESENZA DEL MIO CAPO. PERDONAMI. SE IERI TI HO DETTO VA MALE E TU NON HAI CAPITO QUANTO STESSI MALE. PERDONAMI. SE A VOLTE CROLLO E HO PAURA CHE IL MIO STESSO MALE MI INGOI. PERDONAMI. SE TI HO FATTO VEDERE CHE NON SONO SOLO UNA RAGAZZA VIZIOSA. PERDONAMI. SE DOVEVAMO (DOBBIAMO?) PARTIRE INSIEME MA IO ORA NON CI PENSO. PERDONAMI. SE NELLA MIA TESTA NON CI SIAMO SOLO IO E TE CHE FACCIAMO L'AMORE. PERDONAMI. SE PER UNA VOLTA NON TI ECCITO. PERDONAMI. PER I NON TI AMO CHE TI HO DETTO. PERDONAMI. CHE COI TROPPI TI AMO CI POSSONO RIEMPIRE LE UOVA DI CIOCCOLATO DEI BAMBINI ASSIEME AI PORTACHIAVI COL MAPPAMONDO. PERDONAMI. SE NON MI RIEMPIO DI NULLA. PERDONAMI. SE CON TE SONO TENERA. PERDONAMI. SE MI LIMITO A DEI TI VOGLIO BENE MA TANTO. PERDONAMI. SE MI ADORI PERCHE' SONO VOGLIOSA. PERDONAMI. SE HO SCRITTO UNA FIABA, UNA LEGGENDA URBANA E OLTRE VENTI POESIE E NON TE NE FREGA UN CAZZO. PERDONAMI. SE DA ME NON NEVICA MA HO IL FREDDO NELLE GINOCCHIA DI UNA VECCHIA E I MUSCOLI CHE FANNO PENDANT. PERDONAMI. SE SONO NERVOSA. PERDONAMI. SE SONO INCAZZATA. PERDONAMI. SE NON SONO LA TUA CARAMELLA. PERDONAMI. SE I MIEI CAZZI NELLA TESTA SONO PIU' GRANDI DEI TUOI. PERDONAMI. SE NON RIESCO A PENSARE SOLO A TE. PERDONAMI. SE DUE GIORNI FA HO PIANTO. PERDONAMI. SE HO DENTRO VORAGINI COSI' GROSSE. PERDONAMI. E FOTTITI


(song: TALK SHOW HOST, Radiohead)
(4 febbraio...new song: CREEP, Radiohead, ***la versione acustica è orgasmica***)

sabato 18 novembre 2006

la Bella Elena (in Love)

La Bella Elena
(in love)



che se solo nulla si fosse smosso
lei sarebbe ancora nei ricordi sfocati
seduta a un tavolino dans l'après midi
a mischiare cointreau e bravo al gusto arancia
tra un oro. e l'altro

e forse nessuno di noi**
avrebbe visto le sue dita tamburellare
sul bustino rosa confetto
per tenere la voce
per paura si perdesse
prima di pronunciare quel suo "si" per.tutta.la.vita

chi l'avrebbe pensato?
si è sposata. l-e-i
(che diceva sarò l'ultima a sposarmi)
si è sposata!
e tra gli invitati
era un ping pong di occhi umidi
ed occhi sorridenti
che smisero, poi, di tremare
a bordo piscina,

con quel tempo per nulla da bagno
tra pizzette e flutes
tra manicaretti e verdure

all'interno attendevano i tavoli
apparecchiati coi nomi di libri
(che alla fine qualcuno
"i tre moschettieri" di Dumas rubò)
e seduti in tondo al Ramada
dissapori di due anni svanirono
-forse perchè mi abbracciò lui per primo-
tra un bianco e un rosso
e uno stupido chiedermi "quanti
sono passati tra le tue cosce in questi anni?"

(lo sai che scherzo! con te posso farlo...
sai... non so... dopo dueannidinulla, non credo sia ancora facile giocare

ma questa, è un'altra storia)


calici di gioia cincinnavano
in sonori "evviva gli sposi"
e unsaid phrases da censura
scritte dietro bigliettini della robur

intanto, laggiù in fondo
the violet brother
le fece una dedica al microfono
e i fiocchetti sui drappeggi
sembravano svolazzare
adornandola come una fatina
al suo passaggio tra amici&parenti








e tempo fa
ci chiedevamo quando saremmo (ri)uscite
ad incontrarci per una cioccolata
e ridere easy in pink
con stupidi chiwawa da soffocare al guinzaglio




(era il 14 ottobre 2006
quando vestivamo entrambe in rosa
e lei era felice. radiosa
e io, sorridevo)
**NOI: ovvero, per chi conosce l'originale del quadro, da sin  a destra...Elisabetta, Ilaria, Gloria, Geko, Claudio, Riccardo
nasi occhi labbra, guance inseriti nel dipinto da Geko




la song: Fidelity-Regina Spektor (grazie a 7!)

giovedì 21 settembre 2006


si destreggiava a tentoni
tra il ricordo dell'amore ormai volato per A
e l'attuale desiderio sessuale per L
diceva agli amici, forse sperando il sentirlo detto ad alta voce riuscisse a convincerlo;
"tutto è passato, non me ne frega un cazzo di lei"
ora a regalargli affetto c'era quest'altra
piena di gioia
comprensiva
matura
passarono l'ennesima notte insieme
prese a baciarla
spogliarla, col suo solito fare impetuoso. tipico del toro
morderla
"tutto è passato, non me ne frega un cazzo"
leccarla
tutto il corpo
scendendo
fin dentro
la sentiva gemere
si sentiva esplodere
lei si scostò
gli si mise sopra
movimenti lenti
le mani graffiavano le cosce di lui
i lunghi capelli gli sfioravano la pancia
chiuse gli occhi
"tutto è passato, non me ne frega un cazzo"
la bocca si aprì d'impulso
emise un A
si morse la lingua affinchè non proseguisse oltre
uscì dall'estasi
il cervello corse 350 km all'ora
pensò alla cazzata che aveva fatto
pensò non bisogna mai chiamarle per nome durante l'amplesso
pensò vorrei essere uno di quelli a cui tagliano la punta della lingua
sperò non l'avesse sentito
deviò il pensiero di lei
si corresse
AMORE FALLO DI NUOVO

per te...
che mi avevi ispirata
tanto tempo fa, nello scriverlo.
per il nostro
essere amici.
perchè qui dentro
)non lo sai(
ma ci sei tu
ma ci sono, un po' anche io.
sì. anche io...
mi ha fatto ridere ciò che mi hai detto stasera: stronzo.
non sapevo continuassi a leggermi
questo lo posto per te
e per quel commento
del 22 maggio
che ho letto solo ora.
ti voglio bene.
ma... già lo sai...

(in sottofondo: Interstate Love Song-Purple * from the  JB black traks list )
≈battito
forse...dovrei imparare a rileggere le cose che scrivo
grazie ;-) per la correzione

venerdì 8 settembre 2006

Era fantastico
crederti
la mia
utopia.
Affascinante
il mio
farti
così
passionale.
A tratti
possessivo.
Soffocante la tua gelosia
dei miei colleghi
dei miei amici.
Estenuante quel
viaggio...
per
raggiungerci a metà strada
in quel venerdì pomeriggio
rubato
al lavoro.
Nuova l'autostrada.
Sfida.
Per
me
che ne sono
sempre
alla
ricerca.
per
me
che quel giorno
ne avevo
bisogno.
Intrigante
il nostro trovarci
come due amanti.
S o b r i a
con jeans
e maglietta
bianca con maniche troppo lunghe.
T u
s.u.p.e.r.a.c.c.e.s.s.o.r.i.a.to.
Con tanto di
amabile barba di tre giorni
che avrei voluto
, e ora lo
sai,
sulla mia
pancia.
Disillusa
in
quaranta minuti.
Senza
alcun calore.
Senza
alcun brivido.
Ma
io
non ho
la
pazienza
di
insegnarti...
surrogato di un
toro meccanico.

(song: livido amniotico-subsonica * thankS to 7S ;-* )
(immagine: http://ilpalo.com)

lunedì 28 agosto 2006

a Jhimmy Boy


A JhimmyBoy
il ragazzo grunge

al quale
magari
un giorno
scriverò una canzone...

Un bambino disse ad un'altro-
Sono fortunato ad averti incontrato
Non mi importa cosa pensi
a meno che non sia su di me
Ora è mio dovere svuotarti completamente
"
ti chiedo solo - fammi entrare.
Il tuo corpo è lì: pacato. Lo vedi?
Si muove d’immobilità
da tempo
Non permetterò
che i vermi ne facciano un letto
su cui strisciare
Ho mani abbastanza grandi
per levarteli tutti
Lasciati toccare
sentirai solo la pelle sottile del mio palmo strusciare
Guardati ora! Vedi? Non sei morto.
E’ solo un’illusione
in cui ti sei ovattato
per non sentire più
il fastidioso nulla.
Ingoierei un pezzo del fungo di Alice
mi farei piccola piccola
E aggrappata al tuo dito
percorrerei la strada per venire dentro di te
Lasciami entrare!
Sono la più forte, lo sai
Sono quella che piange
E  la tua rabbia cercherà di arderti
E quando non sopporterai più
tutto quel caldo
vorrei mi dicessi di nuovo
”se ho caldo… mi spoglio”
E questa volta non riderei
Ti lascerei fare
Ti chiederei di levarti quel trucco da clown
che quella volta
tenne compagnia anche a me
per un’oretta
Ora è mio dovere svuotarti completamente
Un viaggio attraverso un tubo
E terminare nella tua infezione"

Sò che sarebbe una cosa nuova
ma vorrei mi lasciassi entrare
E salirei piano piano
su per le tue cosce
oltrepassando le tue zone più intime
pochi passi
sulla tua pancia piatta: un bel respiro
Dai!
Farà più male a te che a me
Io devo solo prendere fiato
Immergermi nel tuo ombelico
che contrariato si contrarrà
Fammi un po’ di luce
Aiutami
a vedere
quello che nessuno ha mai visto
Spogliati di quelle bende
gialle e macerate
Lascia
i taglietti sanguinare vivi
Soffio io
sul tuo bruciore
E mi manderai affanculo
e mi chiederai “chicazzosei?”
Sono quella che vuole esserci
quando staccarai i sogni dal muro
e ti aiuterò a ridargli colore
lucidandoli di glitter
per poi saltarci dentro.
Perché
io sono come te"

(p.s. le frasi in corsivo sono traduzioni di "Drain You"-Nevermind-Nirvana, la soundtrack)
(special thankS to Anemona...
questa volta... aveva ragione lui!
spero così gli piaccia di più...)

venerdì 4 agosto 2006

Grida

g r i d a


Insegui the blue light.
Il volto corre alla fiamma,come le vetrine sul tardi:
il viaggio che segue non ha parole per caderci ma è la strada che ricordi.
”Njna?”
”Stò imparando a bere le stelline fluorescenti dal cilindro”.
(Una folla di braccia tumefatte mi lancia addosso pesciolini rossi scodinzolanti:
ad ogni dente destina il labbro da risalire come bollicine di freddo).
” Quelle risatine tutt’intorno pungono acute di bimbe con gonnelline di pizzo. Sai che cazzo vuol dire questo? Lo sai che vuol dire?”
Dal foglio il filo prende la campana e segue aghi in schiume di colori.
9 Infila l’avambraccio nel triangolo del muro sul molliccio umido c’e una pallina in cui piove la neve e tourne dans la vie en rose. Dans la vie en rose
10 Rompi la pietra tra le ciglia di porcellana, da flauti inscenano gli angeli la lunga via di scogli rotti che s’arcano a sera.
”Corro molle tra vinili fratturati anni “70 sommersi in fibre arancioni
e sento come le mie anche urlano lambendo questi corridoi di ghisa”.
”Fuori, che succede fuori? Te lo sei mai chiesta? Da sempre solitudine di braccia per andare lontano”.
Sottili labbra carminie, mute cinte da bilancieri… da un lato all’altro, su e giu da un lato all’altro, giu e su
come fosse quasi un grido lasciato tra i pensieri.
Ansimano nanetti di vetro le cui costole all’improvviso spuntano fuori:
oscuro istinto,stupore pallido di volti.
Il soffitto mi schiaccia strisciante al pavimento, tra i suoi gomiti stereo e ginocchia a rana.
Un vecchio ascensore piovasco sbroglia le persiane dai boccioli di legno.
Per l'ordine definito potresti essere morta” mi dicono: bianche spine miagolanti sull'amaro seno.
Per l'ordine definito potresti essere morta” mi dicono.

(scritto da: Ilaria e Matteo)
          (sottofondo: pezzo di Matteo, GRIDA)