Una sorta di scrigno dai contenuti letterari, poetici, fotografici. Un diario dei pensieri e delle collaborazioni artistiche di Lila Ria, Ilaria Pamio
mercoledì 19 dicembre 2007
"Nel ventre di Saffo" + "Tutto il cielo di Andrea"
venerdì 14 dicembre 2007
Se scrivo non ti penso
Se scrivo non ti penso
Percorro ostinata
Da giorni
Da mesi
Da nonsòpiùquanto
Scalini marci
Di legno rotto
Fradici
Di sangue
E salgo
Aggrappandomi
Con entrambe le braccia
(se cado?)
Vado piano
Stanca
Disfatta
Distrutta
A volte scendo
Un paio di gradini
(sotto ci sei tu)
E non vedi il rosso
Sotto i miei piedi
Scalzi
E vorrei raggiungerti
Ridi
Proseguo
La salita
Tra pareti d’occhi
Grandi
Che mi guardano
Mi soffocano
E c’è uno schermo
Un vecchio film
Una donna
In bianco e nero
Pura d’altri tempi
Mi tende la mano
Le allungo il braccio
(fammi volare)
Mi volto indietro
Ti vedo
Bevo vodka
Riempio paure
Intaso la testa
Fumo
Erba
Ma se scrivo
Non ti penso
(scritta per VOLOBLIQUO -click- la sera del 3/12/07
TU sai chi sei
IO oggi ho saputo mi pubblicano una poesia...tanto non te ne frega. delle mie "cose alternative")
(la chanson: "Dig" degli Incubus, grazie Chicco:-*)
martedì 4 dicembre 2007
lancio vecchie bambole amiche
(non è stupenda?)
lancio vecchie bambole amiche
schianti
contro un muro di ghisa
urlano
lascrime vere che non mi toccano
(non mi toccano)
urlo
la mia rabbia verso il mondo
che gira gira
troppo forte
e se ne fotte
grido
(che nessuno sente)
parole morte in gola
aprimi la bocca
guarda
in fondo
infila la mano dentro di me
fammi sentire dolore
ma tirala fuori
e lanciala via
(da me)
(scritta su un nuovo blog: http://isettepeccati.splinder.com/ )
(canzone: Tokai- Antianti feat. Samuel & Veronika)
sabato 10 novembre 2007
CORALLO
CORALLO
QUARANTANOVE€CINQUANTA
Qui c’era un uomo.
Coi capelli lunghi grigi.
Lo sguardo ermo e bello.
Qui c’erano cinesi a servirti.
Carine ed in ordine.
Qui c’era una ragazza celiaca.
Magra magra. Più di me.
Ma anche più giovane. E carina.
Col suo sacchetto col cibo.
Che chiese di prestare attenzione all’uso delle posate.
E delle stoviglie.
E l’uomo solitario aveva lo sguardo di fronte al mio.
E la donna imbellettata era alle mie spalle.
E la menava.
Per un sacco di cose.
Indossavo la mini ed era estate.
Guardavo l’uomo.
Un personaggio da film. O da libro.
Di quelli con la faccia vissuta.
Di quelli che sembrano averle viste. Un po’ tutte.
E ti dirò che mi dispiace.
Che avrei voluto dirgli raccontami. Che un giorno scriverò di te.
Che avrei voluto dirgli io la trovo interessante.
E invece.
Sono rimasta.
Lì.
A sfiorarne lo sguardo.
Mi sono anche alzata. A pagare.
Gli sono passata accanto.
E.
Non mi sono più voltata.
(song: "che cos'è l'amor?+besame mucho" (live) Vinicio Capossela)
lunedì 29 ottobre 2007
ho messo a zittire
i miei sacri fantasmi
ha nutrito la mia mano
in atti erotici
d'amplessi convulsi
e solitari appannamenti di mente
le mie vergogne immotivate
e il mare ha nutrito
i miei sogni
mi sono ritrovata)
sabato 6 ottobre 2007
nel ventre di Saffo
che scrocchiano
sul tuo ventre
che mi respira sulle labbra
[scostandoti appena
quell'elastico casto]
-intensità viscosa che
di saliva mi umetta il labbro-
ed è un morso che
userei per farti gridare
orgasmico quel dolore
velenoso quell'attimo
ove la notte
non ha porte
sempre più veloce
impazzito
impaziente
al solo tuo tocco
trepidante
curiosa
inesperta
mi lascerei guidare selvaggia
dalla maestria del tuo sapere
che m'accarezza
urlandomi dentro
oscurando il sole
lieviterebbero lingue
nelle cavità scoperte
[eseguirei un sezionato
ghirigoro sul tuo seno]
-distanze ora sfumate
e la carne m'infiamma-
in crescendo t'appenderei
venerandoti
come scolpito desiderio
della mia pelle
le tue labbra di seta
penetrerebbero lingua nelle mie
ed oltre
tra l'immensità delle mie cosce
e i miei glutei insaziabili
percorsi da fili elettrici
graffierei la tua schiena
aggrappandomi ai tuo capelli
tendendo collo e nuca eccitate
urlando
prima di ricadere
esausta