Una sorta di scrigno dai contenuti letterari, poetici, fotografici. Un diario dei pensieri e delle collaborazioni artistiche di Lila Ria, Ilaria Pamio
domenica 14 novembre 2010
Bellissima
con quella faccia smarrita.
E avrebbe voluto non le puntassero il ventre
con quegli occhi disgustati.
Avrebbe voluto le invidiassero
quei capelli così lucenti.
Si ritrovassero nell'innocenza dei
suoi occhi.
Ammirassero la piega triste
della sua bocca.
Le sarebbe piaciuto poggiare
sugli occhi di ognuno di loro
le sue lunghe dita sottili.
Regalargli per tre minuti infiniti
l'immagine di com'era da giovane.
Cospargerli col sangue
delle ferite che aveva dentro.
Illuminarli
d'un nuovo modo
di concepire la vita.
Solo così...
ognuno di loro
si sarebbe accorto che, quella che aveva di fronte, era una donna bellissima"
[scritta per Patrizio Multari e la sua opera "Bellissima" - Giugno 2010 -
http://www.artmajeur.com/?go=artworks/display_mini_gallery&mini_gallery_id=1297492&login=patriziomultari&image_id=4781221&artist_id=154702 questo è il link dell'immagine]
mercoledì 27 ottobre 2010
Strade
E' una distanza ruvidache scorre salata sulla pelle
il caldo che sento dentro
e non possiamo condividere.
Che sono solo alucce fritte di pollo
e risate in divisa
di guance non più scavate
di una me accigliata.
E accade mentre guido
coi Travis dopo il lavoro
correndo al solito
e non so perchè ti penso.
E vorrei fossi qui
nel concorso mio di Roma
quello di Sara al Como'N
e gli stivali della polizia nel giorno di Federica
i nastri tenui e leggeri di Arianna.
So che sei dentro
tutto questo
dall'Aprile duemiladieci
ma graffia.
E ti penso che ridi
ora che vedi i calzini, le facce, le città
ti vedo che dici "avevo ragione"
mentre parli delle bustine bianche
e dei numeri di cellulare
appesi all'albero il giorno di Natale.
sabato 23 ottobre 2010
Della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni
A Luglio sono stata da loro invitata ad una collettiva artistica, in cui esponeva anche Luca Dellantonio, conosciuto qualche tempo prima ad una festa di un amico comune (Ivo Stelluti, anche lui artista -scrittore, musicista, "pittore", perchè non dipinge proprio, "crea" con elementi di recupero che poi dipinge) e Giovanni Oteri mi aveva promesso che m'avrebbe invitata alle sue personali, affinchè potessi essere ispirata per le mie poesie.
Domani, nonostante sia reduce da un incidente alla tibia, raccoglierò tutte le mie energie per essere presente alla sua mostra.
L'articolo, estrapolato da artevarese.com, lo trovate di seguito. Buon week end d'arte a tutti!
Della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni
Questa mostra rappresenta per Oteri un vero e proprio ritorno alla vita, dopo esser sprofondato nel buio delle tenebre a causa della malattia, aver toccato il fondo ed essere risalito. Una rinascita, simboleggiata a livello pittorico da una nuova luce che inonda i suoi quadri. Quindici le opere inedite che l'artista ha realizzato nell'ultimo anno e che, insieme ad altre sue opere storiche, andranno a ricomporre e presentare al pubblico quell'universo onirico che da sempre e con grande maestria Oteri riesce ad evocare nelle sue tele.
Sogni rivelatori - Difficile rimanere impassibili di fronte alle opere dell'artista: la sua arte è sì onirica (nelle atmosfere evocate, nella sospensione temporale e spaziale delle scene, nel sentore generale di una dimensione evanescente), eppure i sogni e le visioni tratteggiati da Oteri non potrebbero essere più realistici, perché parlano all'uomo attraverso l'uomo, ne raccontano il dramma perenne nella lotta tra bene e male, tra tormento ed estasi, toccano le sue paure ancestrali e gli antichi dilemmi, ma anche i nuovi
Arte e vita - Su quel filo quasi invisibile che segna il confine tra realtà e sogno si collocano le opere dell'artista, drammatiche e sconvolgenti in alcuni casi, delicate e poetiche in altri. La sua arte è anche estremamente autobiografica e porta con sé un bagaglio di immagini che si presentano costantemente e che, come sogni ricorrenti, raccontano il cammino percorso fino a qui: i simboli della Magna Grecia, sua terra nativa (è nato a Reggio Calabria nel 1946), la Roma degli anni della gioventù, gli elicotteri dell'Agusta, dove lavora per 30 anni, i paesaggi mediterranei nel suo soggiorno in Libia. Nei suoi quadri si confondono e si amalgamano ricordi del passato, sentimenti di oggi e visioni di un mondo ultraterreno: immagini fluttuanti immerse in un'atmosfera impalpabile, quella sostanza di cui sono fatti i sogni.
Manuela Ciriacono
Anima senza Nucleo
"Lei
e le sue labbra sanguigne
mi fissavano senza occhi
spenti
dall'alto di quei seni
che sembravano appartenere
a una vergine
vestita solo di seducenti
guanti viola
ed elastici a tenere i capelli
e make up"
domenica 10 ottobre 2010
L'urlo

nella casa
solo un dolore acuto
come lo stridere d’una mascella
e il bluviola di un’ecchimosi"
http://www.poesieinversi.it/?p=16054
(un grazie a Cristina... che nonostante la lunghissima assenza... mi ha fatta postare su Poesie in Versi)
sabato 9 ottobre 2010
VIVAMAG! Ottobre 2010
ringrazio lo STAFF DI VIVA! (e mia sorella Federica) per questa collaborazione.
questo mese, per praticità, ho copia/incollato sotto le due pagine della rivista


lunedì 13 settembre 2010
VIVAMAG! Settembre 2010
lunedì 6 settembre 2010
YOUTHLESS FANZINE # 31
ITALIAN ISSUE #31
La copertina di questo mese è stata realizzata da SARA GAVIOLI
WAKE UP
Sono fermamente convinto che sia necessario stroncare il musicista incapace sul nascere, estirparlo come un’erbaccia che tenta di arrampicarsi ovunque. E’ un dovere morale, soprattutto in quest’era iper-tecnologica, dove qualunque essere umano si crede il nuovo fottutissimo Elvis Presley. Il Re del web.
Bisogna eliminare alla radice il problema del “giovane-musicista-tecnologico”; quello che ha scoperto Garage Band sul Mac e la chitarra del nonno in soffitta e pensa che sia fico farsi ascoltare dalla Cina all’Australia, passando per l’Inghilterra e l’America caricando un paio di tracce su un sito. Alle volte è meglio starsene zitti e calmi, no? L’auto-sabotaggio prima di tutto come rivendicazione della propria esistenza.
E poi, perché riproporre la stessa identica canzone già sentita mille volte?
O tu, giovane musicista tecnologico, pieno di te, pieno di overdub, pieno di drum machine e synth, perché rimesti, riscaldi, lecchi, produci, iper levighi, smacchi e metti ad asciugare la stessa canzoncina? Scusate la metafora, sto facendo la lavatrice.
SCHIZOFONICI
-MARA REDEGHIERI, storica voce degli Ustmamò, si racconta per Youthless dividendosi tra ricordi e nuove avventure musicali. By Belladonna
CARRUTHERS: illustrazione e attualità by Marco Berrone
WHERE IS MY MIND? “Lacrime di Pixel” By Pentothal
OTHER STUFF:
–Sara Gavioli, per saperne di più sull’illustratrice che ha realizzato la copertina e del suo nuovo libro “La governante”.
DEAD OR (A)LIVE: Le sue sono più che semplici recensioni. In questo numero: “Black Heart Procession” by Miss Cassady
IN THE MOOD FOR LOVE- “In vino veritas” by Raperonzolo
FILOSOFIO – “Sei umano o no?” Il test per scoprirlo by Philosopher
CALAMAIO- Racconto inedito: “Nel nome del padre” di Ilaria Pamio
ALTRI SUONI – BossHog intervista STEFANO GIUST, fondatore della label SETOLA DI MAIALE
BOBINA- “Bronson” by BossHog