giovedì 27 settembre 2007

IMPULSI CREATIVI - IL VAGONE 2007

accadde domenica23settembre2007. a Gavirate (varese)
è la prima collettiva artistica a cui ho partecipato...
l'associazione si chiama "impulsi creativi"
io ho esposto 5 poesie
abbinandole a 5 foto della mia amica Silvia
(un grazie a mia sorella Federica, che ha fatto le foto delle "opere" in casa
io ero troppo stanca! sono stata impegnata venerdì sera/notte
e sabato mattina per sistemare i pezzi...)
 magari... se guardate qui... capite anche il significato;-)

(in sottofondo: "Celestial terrestrial commuters" di John McLaughlin & Mahavishnu Orchestra *thankS to 7!!!)

martedì 11 settembre 2007

IO CHE HO INCONTRATO CHUCK PALAHNIUK

POSTUMI SO CHIC
{a causa di un dannato pc}

06 Settembre 2007, Giovedì h. 22.28


Non sono una sua fan. Non sono una sua fan sfegatata: questo intendevo. Sono una che ha letto qualcosa di lui, ne è rimasta colpita, ha un lavoro che la sta distruggendo, ha colto al balzo quest’opportunità per incontrarlo al Festivaletteratura di Mantova. Lui è Chuck Palahniuk (pronuncia PALONIC, non PALANIUC). È uno scrittore statunitense. Per alcuni un genio, per altri un emerito sconosciuto. Se vi dicessi “Fight Club”? Sì, bravi! Il film con Brad Pitt ed Edward Norton. Quello delle botte, delle saponette fatte col grasso da liposuzione, dell’appartamento arredato Ikea, delle persone che simulano di avere un cancro per poter far parte di un gruppo. Ecco: è lui l’autore.
Prima di quel libro, completato in sei settimane durante le quali ha partecipato ogni sera a una festa, ne aveva scritto un altro (“Invisible Monsters”). Due anni sottratti alla sua vita esclusivamente per scrivere. E gli pesava farlo. Due anni in cui si ripeteva “farai un sacco di soldi, sarà un successo”. E invece è stato rifiutato da varie case editrici. Pubblicato tre anni più tardi.
“Fight Club” l’ha scritto divertendosi. Senza pensare al dopo. Al fatto che sarebbe diventato un cult e che ne avrebbero tratto un film costato 63 milioni di dollari! Soddisfatto del film? Lo scrittore dice di sì “con tutti i soldi che ci hanno speso” e sorride.
Chuck è magro, alto, rasato calvo, con un bel sorriso. Dalla fila di mezzo in cui ero seduta continuavo a guardarmi in giro. Ho pensato potesse essersi nascosto tra di noi, con indosso un paio di occhiali scuri, che all’improvviso si alzasse e facesse un “ingresso SHOCK” tra duecento “ahhhhhhhhhhhhhhhh”. Invece no. Dopo venti minuti d’attesa, in cui qualcuno applaudiva l’ingresso di ogni uomo singolo che entrava, è arrivato. Da dietro una telecamera di spalle, con al seguito intervistatore e traduttore.
Quando è entrato nel Giardino della Cavallerizza (a Palazzo Ducale) il cuore sembrava volermi uscire dal reggiseno a quadrettini che sbucava dal vestito, e mi mancava l’aria. My God! Chuck Palahniuk!
Non ho appuntato nulla sei ore fa, durante la conferenza. Ma al risveglio stamattina ero emozionata come i bimbi che devono andare in gita. Ripeto: non sono una sua fan. Sono una che vorrebbe scrivere, scrivere davvero, e crede lui sia un potenziale maestro. E ora lo avevo davanti.
Ho letto solo due libri suoi: “Cavie” (ho impiegato un sacco di mesi, non mi è piaciuto e, a detta dell’intervistatore, ha una delle più belle copertine in commercio) e “Soffocare” (letto in tre giorni, di brutto tempo in Sardegna. Eccessivo, secondo me, nel voler raccontare tutto, ma con un gran colpo di scena). Ma a volte “ti innamori” senza bisogno di troppi perché.
Lo temevo, un po’.

La prima volta che ho visto il suo volto d’angelo sulla quarta di copertina di “Cavie”, mi son detta “mioddio, questo è pazzo!”. E ora era qui. Quasi timido. Un po’ distante dalla scrivania/microfono, come se fosse in secondo piano, come se così facendo tu potessi non notarlo. Gli hanno chiesto perché il pesce rosso di “Cavie” muore fuori scena. Lui ha detto gli animali non chiedono amore. Siamo noi che glielo diamo, incondizionatamente. E proprio perché non chiedono nulla, non si meritano gli facciamo nulla. Forse per questo ci sconvolgiamo così tanto quando vediamo animali morti in televisione. Più che le persone.
Per lui scrivere è divertimento, e in più ci guadagna pure un sacco di soldi. E ha riso. Chuck ride un sacco. È un uomo divertente, schietto, educato. Gli hanno fatto qualche domanda sul suo modo di scrivere. Lui ha sottolineato il suo modo di valorizzare, di dare un nome preciso, di rendere ben identificabili “cose banali”. Come una saponetta. Come Il Fight Club (tu hai mai saputo dell’esistenza dei Fight Club? Eppure, dopo Palahniuk, se ne senti parlare, ripensi a QUEL Fight Club). Come i codici in aereo, come i termini medici (Soffocare).
I suoi libri nascono dal vissuto, da dialoghi, da documentazioni. “Rabbia” (Rant), il suo ultimo romanzo, è un libro orale, più persone dicono la loro su una cosa che è accaduta. Magari senza nemmeno un filo logico. Magari senza nemmeno incastrarsi bene. Magari poi quella cosa nemmeno è successa davvero.
Dice di far molto caso alle persone, ai loro dialoghi. E quando qualcuno gli racconta qualcosa, ci pensa un po’ prima di cancellarlo dalla mente, perché potrebbe scriverci un racconto.
Chuck ha chiesto se c’erano domande. Per ogni domanda avrebbe regalato una busta. Il pubblico, duecento persone sui 25-30 anni, di cui una decina sui 40-50 e una coppia sottobraccetto di nonni (di Chuck?), non ha reagito. Lui ha ripetuto l’offerta dicendo che nella busta c’era un indirizzo e-mail a cui spedire una domanda, lui avrebbe risposto e inviato un regalo. È stato in quel momento che una trentina di persone (compreso il mio accompagnatore) si sono fiondate verso di lui.
“Ah ah ah” ha riso. “Something like this has never happened to me before. It’s the first time!” Ha detto che aveva solo dieci buste e ha scelto un ragazzo/una ragazza/un ragazzo/una ragazza fino a esaurimento. Non ricordo le domande dal pubblico. Ricordo le due a cui non ha risposto: “ho notato una somiglianza tra il suo libro e bla bla bla… lei cosa mi dice?” – e lui – “I don’t know this book” e c’è stata una risata collettiva e una standing ovation di applausi. Poi ha aggiunto che c’è la gente che va al college e scrive in modo forbito delle cazzate e c’è la gente che “vive”, che, magari, come lui viene dal giornalismo e scrive senza filtri di cose vere a cui nessuno presta attenzione.
Un’altra ragazza ha citato la prefazione di una giornalista italiana in un giornale e bla bla bla – lui di nuovo – “sorry but I don’t know” e il pubblico ha applaudito. A una signora che ha esordito con “innanzitutto grazie per i libri che hai scritto…” ha risposto “innanzitutto grazie per essere qui oggi…”
Quando è uscito in piazza per gli autografi, io avevo il mio “Soffocare” e una penna viola coi brillantini con una testa di struzzo con piume viola e collettino peloso (tipo soffione) come tappo, come cadeau per lui. Ho atteso seduta nel giardino, avevo troppo male alle gambe per uscire e farmi la fila. Antoine è rientrato dopo quindici minuti (ha detto che non gli andava di farmi attendere ancora, è passato davanti, ha allungato il braccio e lui ha firmato) con la scritta “Ciao Illary Chuck Palahniuck”, dicendomi che non sapeva se si scrivesse con la “H” o con la “Y”.
Sono uscita, ho costeggiato la fila sottobraccio ad Antoine, con la penna in mano, sono arrivata davanti, ho detto al traduttore “It’s a present for Chuck”. Lui l’ha presa, gli ha bussato sulla spalla, stava firmando, gliela ha fatta vedere e mi ha indicata. Chuck ha piegato la testa nella mia direzione.
“Chuck it’s for you” sono solo riuscita a dirgli.
Lui mi ha fatto un sorriso grande, come i bambini “Thank’S”.
“Thank’s. Bye!” col mio pugnetto apri/chiudi tipo miss mondo e Antoine che gli diceva “Lei è Ilary!” alludendo alla firma.
Sono strana. Sono felice.
Sono le 23.55, vado a letto.





(immagine: http://www.festivaletteratura.it )
(song: where is my mind , Pixies)

un grazie grande ad Anto, my Dark Angel

lunedì 10 settembre 2007

10 settembre 2007: (my fiancèe's birthday)
I've a Dream today...
(B I S O G N A C L I C C A R C I !)


un grazie grande a tutti quelli che avevano votato la mia favola...
non sono stata LA "ripescata"

ci riproverò...
questa volta, però, ho in progetto un romanzo breve
da scrivere con la complicità di un amico

(dormo un po'...
vi farò sapere qualcosa nel 2008;-)

martedì 24 luglio 2007

Uscita d'emergenza

uscita d’emergenza

That I have only you in my brain
Et mon esprit n'a pas d'autres
Reasons to exist
Et  je rêve tes mains
Your skin
Tes lèvres
And we that mixed up us
Adultères
(we are perhaps sinning towards God? Towards who? I don’t know its eyes)
Dans ce moment il ne m'intéresse pas
I’m exploding
Et mille horloges dérangent des mes tranquilles
With theirs tic-tac/ tic-tac/tic-tac/tic-tac
Métronomes devenus foux
That don’t menage to
Poursuivre mes/TES secousses
Of adrenalin
Et idiot rires d'embarras
And thrills
Tu fait moi noyer et tu redonne moi le souffle
And I have you like lymphe vital
Dans mes os dans mes bras dans ma bouche
And dragonflies hidden in the stomach
Pour dessiner beaucoup des petites “double”
That wake me up in the night
Et elles me font sourir
(and I’m afraid)
Et si je l’étale
The hypothetical?
Si j’étais un délire?
[IO]
If were a delirium?
[TU]
Si était une cage?
[CHI]
I steal your lips one moment
Massacre.

Unpick from your front from your fingers from your stomach
Tous désirs pour moi
And give me like a gift
Je suis une vie contradiction
Even if you saw me that I’m so beautiful
Et dans cet moment je ne veux pas penser au prince charmant
I don’t want to think shitty pricipes
Que si nous nous devons heurter
And make BUM! It’s because we are something special
Et pourquoi it doit etre comme ça
And I don’t want to think to other
Que toi. 



(ti ho incastrato dentro di me senza chiederti permesso. Avevo paura di perderti. Mi sono illusa così di averti più che posso. Dimmi te se vuoi cambiare location ;-)
sabato 21 luglio 2007 h. 17.04.
ho finito mezz’ora fa di farmi il silkepil. E già mi manchi. Pazzia? (me lo dirai quando arrivi)

(chanson: oggi sono io, Mina)





)



importante...
click HERE and HERE (shhhhhhh)

Commenti
19:00, 24 luglio, 2007

You're drilling somebody's soul.
What a lucky soul!

Ce que ne change pas
dans la vie
est le courage de chanter l'emotion.

Don't stop.
Never.
That lucky soul will be the music.

Tu serais les mots.

I'm dancing.
avatar La mia homepage: http://pensierisenzarete.splinder.com Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente retlaW

domenica 22 luglio 2007

five o' clock in the morning

Five o’clock in the morning

e’ alle cinque del mattino
specchiandomi in bagno
che m’accorgo che tutto
non faccia poi così schifo
posso riempirmi delle mani

che mi hanno abbracciata
degli occhi conosciuti
delle voci che ho ancora dentro
e’ alle cinque del mattino
specchiandomi in bagno
che m’accorgo che alla fine
il mio dire “ho una vita di merda”
vale quanto il mio trucco sbavato
che il latte e un lungo sonno profondo
getteranno in fondo
ai sogni
che non voglio più sognare.






(scritto al ritorno dalla festa di mia sorella stilosa
pubblicato per "THE SLEEPERS"- nei link accanto)


canzone: Bellezza- Marlene Kuntz
esclusivamente per me e la mia BimBa
per tutta la bellezza che abbiamo dentro. e che vediamo sotto, in alcuni



(fino al 31 Luglio potete votare  per la mia fiaba: *CLICK*Un angelo chiamato Angela)

giovedì 5 luglio 2007

when Love met Psycho






sul n° 61 di STORIE  "vita e morte del porno, life and death of" nella rubrica "la recenseide", pag 168 hanno scritto:

"Il Lui e il Lei sempre maiuscoli lasciano trapelare l'importanza reciproca del lui e della lei di questo racconto, che si incontrano e si gettano increduli ("...confusa...ho quasi paura di dire felice") in una storia travolgente. Una relazione che avanza intervallata dai pensieri di lei, anzi Lei ("che mi stia prendendo in giro?"). In "when Love met Psyco" sesso, coccole, storie di giovani: baci incastrati nei pircing e dolci messaggi di buon risveglio lasciati sul cellulare. L'amore al passo coi tempi svelato da uno stile fresco. Un amore che riuscirà a sconfiggere la paura dell'amore. Un po' scontato."

pour la chanson: "canzone" di Vasco Rossi





(fino al 31 Luglio potete votare  per la mia fiaba: *CLICK*Un angelo chiamato Angela)



meglio di così non ce la faccio... (essì che io ho una calligrafia grande!)
sorry...



POTETE LEGGERLO ANCHE QUI:
(a mano) -ILARIA SU FLICKR
(al pc) COMMENTO N° 11

venerdì 22 giugno 2007




a volte s'immaginava eroina incompresa di un film in bianco e nero
adorava il bianco e nero
la purezza che abbaglia deformando ogni visione
il macello che t'inghiotte urlando in gola
a volte guidava veloce e si faceva trasportare da questa canzone o da quell'altra
colonna sonora riempitiva del vuoto che sentiva dentro
e s'immedesimava in quelle parole
a volte si lasciava cullare dai suoi sconforti
"troverò mai l'amore?" (diceva nutrendosi di orgasmi solitari)
"che poi beh...in fondo non è così male neanche così" (si confortava: domanda e risposta da sola
come al solito perchè non sapeva aspettare)
a volte immaginava qualcosa la inghiottisse
una bocca larga frantumasse le sue ossicine di pollo tra denti aguzzi
e gli scricchiolii erano musica dolce per le sue orecchie

ma lasciamola stare! torniamo alla cosa del film

nel suo film un po' retrò
era normale essere magrissime

e un qualcuno dal cappello di velluto rosso
la notava
la scopriva
la braccava
la squamava
dal grigiore che la comprimeva
e s'immaginava bionda chiara chiara
come una Gwen Stefany
o un'Alice In Wonderland
e sgranava gli occhi
"no non sono pronta" si autoconvinceva
"ma lei poi chi è?"
e correva correva correva
su quelle scarpette verde smeraldo scuro
verso un vicolo cieco
(te sai dve stà andando?)



(immagine: HOTEL ROOM-GRENOBLE, Dominique Dierick)
(chanson: Death in Vegas, Dirge)




(fino al 31 Luglio potete votare  per la mia fiaba: *CLICK*Un angelo chiamato Angela)