Una sorta di scrigno dai contenuti letterari, poetici, fotografici. Un diario dei pensieri e delle collaborazioni artistiche di Lila Ria, Ilaria Pamio
domenica 27 marzo 2016
numero 0 cartaceo di Versante ripido
è uscito il NUMERO ZERO CARTACEO DI VERSANTE RIPIDO
pubblicato da Terra D'ulivi Edizioni corrisponde al numero 5 di maggio 2015 online con tema “Il distacco”
(ne avevo parlato qui http://infondoagliocchi.blogspot.it/2015/05/versante-ripido-n5-2015.html#.Vvf4PXqLVyk )
illustrato con le foto del fotografo bolognese Daniele Pezzoli.
Lo trovate disponibile a questo link http://www.edizioniterradulivi.it/versante-ripido-n-0/114
Questo è l’indice del numero:
- A PROPOSITO DI DISTACCO, EDITORIALE DI Eloisa Guarracino
- SIAMO TUTTI NATI PER BRILLARE COME FANNO I BAMBINI, EDITORIALE DI Gabriele Via
- INTERVISTA A CHANDRA LIVIA CANDIANI
- NOTA DI LETTURA A L’ADOLESCENZA E LA NOTTE E INTERVISTA A Luigi Fontanella, A CURA DI Flavio Almerighi
- INTERVISTA A VLADIMIR D’AMORA
- IL NIDO DI TONINO GUERRA, MAI STANCO DI VOLARE: NOTE E INTERVISTA DI Maria Lenti
- NATO NELLA TERRA DEI VESPRI E DEGLI ARANCI: PEPPINO IMPASTATO, A CURA DI Flavio Almerighi
- SUL DISTACCO, DI GIULIA NICCOLAI
- DISTACCO DALLA REALTÀ E DIETROLOGIA, DI Claudia Zironi
- SCOGLIO DI HAIKU. LA TRADUZIONE COME SCRITTURA DEL DISTACCO, DI Patrizia Dughero
- CINQUE POESIE DI CHANDRA LIVIA CANDIANI
- DIARIO D’INVERNO, POESIE DI MAURO SAMBI
- UN TRENO NELL’ORIZZONTE, POESIE DI Barolong Seboni
- SI DONDOLA, INEDITI DI Anna Belozorovitch
- MATERIA INCONSISTENTE, POESIE DI AGATA BUI
- LA STANZA DEL PADRE, POESIE DI Giovanna Iorio
- PERSONE COME LIBRI, POESIE DI LUIGI PARABOSCHI
- INVENTARIO, POESIE DI Loris Maria Marchetti
- ERA FERMA AL BINARIO, POESIE DI Miriam Bruni
- IL ROGO NECESSARIO, POESIE DI Stefano Iori
- MI HA SCHIAFFEGGIATO, POESIE DI Marisa Cecchetti
- LA LUNA SEPOLTA, POESIE DI LIDIA ARE CAVERNI
- GLI ADDII DEI POETI: Paolo Polvani, Franco Casadei, Giovanni Peli
- I RICORDI DEI POETI: Marco Ribani, Antonella Lucchini, SPURIO
- POETI A PEZZI: Ilaria Pamio (Lila Ria), Luigi Finucci, Carla Carlè de Falco
- DINO CAMPANA: RETROSPETTIVA A CURA DI Enrico Gurioli - prima puntata
- RUBRICA POESIA DAL MONDO DI Luca Ariano: GOLAN HAJI
- RUBRICA TRE PREGI E UN DIFETTO A CURA DI Rita Galbucci. SU “PERSONALE EDEN” DI Angela Greco CON COMMENTI DI Fabia Ghenzovich, LUIGI PARABOSCHI, ANNA SALVINI
- RUBRICA LA POESIA IRONICA – I POETI DI SPIRITO. VERSI DI Roberto Marzano
- ERO ALTROVE DI Luca Ariano, LETTURA DI LUIGI PARABOSCHI
- “I COMPIANTI” DI Mariapia Quintavalla, RECENSIONE DI Loredana Magazzeni
-DALL’OPERA TEATRALE IO SONO LA BESTIA, DI ANDREA DONAERA (René Ferretti)
- DELLA DISTANZA, DI GIOVANNI Giovanni Campi
- IL RACCONTO DEL MESE: EXPO – INEDITO DI WU MING 2
- LO SPECCHIO E LA POLVERE, RACCONTO DI Cristina Bove
- ROCK POETRY BY SF: AMERICAN IDIOT
lunedì 7 marzo 2016
“Transiziòne” – Ri/E/voluzione di una Donna.
Dopo “Rivelazioni al femminile” e “Donne che parlano di donne” siamo giunti alla terza edizione dell’antologia pensata da Edit@ Casa Editrice & Libraria per l’8 marzo, interamente scritta da autrici, dedicata alla scritture femminili e alla interpretazione della donna contemporanea. Quest’anno l’opera colletiva si intitola “Transiziòni – Ri/E/voluzione di una Donna”, ed è incentrata sui momenti di passaggio delle donne, sul coraggio di percorrere sentieri ignoti con l’obiettivo di (ri)trovare se stesse. Sono trenta le autrici selezionate, che si sono confrontate in prosa e poesia:
Chiara Bevilacqua – Giusi Boccuni – Francesca Sofia Cacciotta – Stefania Castellana – Elvira Cerino – Roberta Criscio – Anna Elvira Cuomo – Mariarita Cupersito – Orietta Degiorgi – Simona De Pace – Veronica Ferraiuolo – Claudia Gallo – Manuela Giacomelli – Gabriella Grande – Joanna Kalinowska – Rossella Laguardia – Annagrazia Larato – Lila Ria – Letizia Lo Prete – Giovanna Mantini – Lorenza Marchitelli – Marta Marinò – Valentina Mellone – Gabriella Miglietta – Alessandra Amina Ortuglio – Laura Pepi – Maria Delia Picuno – Trizia Pulpito – Fosca Repieni – Rossana Russo – Rossana Scudieri – Mara Venuto – Monica Vicentini
Il reading della serata sarà curato dalle stesse Autrici. Interverrà l’Editore Domenico Sellitti. Curerà la serata Mara Venuto
La donna attraversa, durante la sua vita, passaggi e mutazioni: cambiamenti sociali, familiari, biologici e sentimentali. Quest’antologia si propone di raccogliere, tra le sue pagine, racconti, poesie e immagini che descrivano e raccontino il punto di vista femminile riguardo alla tematica del “passaggio”. La transizione il passaggio, il coraggio di percorrere nuove strade, la volontà di lasciare aperte al cambiamento l’anima e il corpo anche percorrendo sentieri ignoti che si dipanino attraverso strade impervie e in direzione non sempre favorevole. Le Transizioni raccontate dalle donne; dalle loro esperienze positive e negative, possono condurre a un livello di consapevolezza maggiore dell’essere donna, un arricchimento dell’anima.
Dati tecnici: pagine 104, formato 13 x 21 cm, prezzo Euro 10,00 (LINK CLICK!)
Il mio testo che è stato selezionato è tratto dalla raccolta poetica "DIARIO - SENZA FILTRI" (2014) e s'intitola "Repeat in Love"
“Sai quelle cose?
Che dobbiamo un po’ tutti sistemare/
Come pezzi di puzzles mischiati/
Che non ci dànno tregua/
E s’innescano nei polsi la notte.
E tu hai le tue foto/
E io il mio corpo nudo/
Che boh. Alla fine non è niente di che.
Insistevi per immortalarlo.
Su quel letto. O l’altro.
E la mia lingerie sul pavimento lercio/
I tuoi boxer blu sul mio inguine/
Il cibo da fast food, le mani, gli occhi, le lingue, la doccia.
E io che assomiglio a lei
Bionda in loop (repeat in Love)”
Che dobbiamo un po’ tutti sistemare/
Come pezzi di puzzles mischiati/
Che non ci dànno tregua/
E s’innescano nei polsi la notte.
E tu hai le tue foto/
E io il mio corpo nudo/
Che boh. Alla fine non è niente di che.
Insistevi per immortalarlo.
Su quel letto. O l’altro.
E la mia lingerie sul pavimento lercio/
I tuoi boxer blu sul mio inguine/
Il cibo da fast food, le mani, gli occhi, le lingue, la doccia.
E io che assomiglio a lei
Bionda in loop (repeat in Love)”
sabato 20 febbraio 2016
POESIE PARIGINE - Gennaio 2016 -
...Che nulla hanno a che vedere con Parigi, se non le foto che le hanno ispirate.
(Buona immersione!)
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(Buona immersione!)
FEDERICO
(P. 27) …è una fortuna uscire accompagnati…
“Mi
sorrise e
mi disse
di non preoccuparmi:
da
grande, mi avrebbe presa in braccio lui
per fare
i tre piani di scale.
Credo
avesse cinque anni
le gambe
scheletriche
, come
le mie,
i
capelli drittissimi, un paio d’occhiali rotondi
e una
sorellina piccolissima.
Cinque
anni fa, al funerale di mio nonno,
il
nostro ultimo incontro
lui è un
ragazzo oramai
le gambe
ancora più lunghe
e
muscolose, porta ancora gli occhiali.
Abbiamo
incrociato gli sguardi
pochi
minuti appena
mi sono
avvicinata a lui
dandogli
un bacio, grazie Fede!”
(Lila
Ria, Gennaio 2016)
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L’HIGHLINE
(P. 87) ...e qui...
“Per me
New York era un sogno
vecchio
di vent’anni
e mai (o
quasi) avrei pensato
di
riuscire a realizzarlo.
Era un
settembre estivo
quando
raggiungemmo l’high line
attratti
da un murales di Banksy
“love is the answer” salimmo.
Le porte
verdi trasparenti
dell’ascensore
esterno
che
conduce alla lunga passeggiata
dove una
volta c’era una ferrovia.
Artisti
ai lati che disegnavano
turisti
a piedi, nel mezzo,
una
gigantesca struttura di lego bianchi,
a cui
aggiungere pezzi.
E poi la
striscia d’acqua
fresca,
da togliersi scarpe e calze
e sfiorarla
con i piedi,
sorridere,
sentirsi liberi”.
(Lila
Ria, 31 gennaio 2016)
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LA
LAUREA DI GLORIA
(P. 111)
“La
prima volta che misi piede
alla
Cattolica di Milano
avevo
venticinque anni
e un
vestitino verde militare leggerissimo e scollato
le gambe
umide, per il caldo.
Il
viaggio in auto con Riky e Geko
il
disagio di chi troverai che non conosci
e te
seduta lì, su una scrivania
in
corridoio / in attesa
con il
reggiseno rosso che s’intravede.
Gli
occhi in piedi che ti guardano
vestiti
di tutto punto
seriosi
e accollati
il
discorso di cui non ho memoria,
i
genitori entusiasti di lei, un traguardo raggiunto.”
(Lila
Ria, 31 gennaio 2016)
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LE
PERSONE SEDUTE A TERRA
(P. 64) Io voglio solo assolicchiarmi un po’…
“Le
persone sedute a terra
gambe
incrociate
con un
libro in mano
e
baciate dal sole,
sono
loro che invidio.
La gente
gli cammina attorno
con le
borse
le
tracolle, i pc portatili,
il
cellulare all’orecchio,
e loro
non ne vengono minimamente sfiorati.
Immersi
in un altrove distante
in cui
esistono altri rumori,
persone
e parole diverse,
storie
coinvolgenti,
strappati
a questo caotico mondo”.
(Lila Ria, 31 gennaio 2016)
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LONDRA
2008 – NATIONAL GALLERY
(P. 23) …qualcuno si riposa… un altro pensa, o
immagina, qualcuno ha corso a perdifiato…
“Le
panchine nei musei
rilassano
le stanche membra
e il
cervello, nel silenzio ovattato,
[spezzato
solo dai rimori delle scarpe]
è libero
di viaggiare.
E puoi
vedere le immagini correre leggere
puoi
sentire l’odore
dell’aria
che respirano
puoi
udire le chiacchiere
dei
personaggi ritratti.
Le
panchine nei musei
sono i
caffè a metà mattina:
puoi
prenderti un attimo
di
pausa, da tutto
e che
sia solo tuo.”
(Lila
Ria, Gennaio 2016)
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N. Y.
(P. 20) e la regina guarda tutti…
“Il
poliziotto venne in mio soccorso
mentre
io attendevo inutilmente
un
ascensore guasto.
Mi disse
che era molto semplice:
sarei
dovuta andare in un’altra stazione
, e poi,
prendere
una metro
, e poi,
prendere
un treno
e sarei
arrivata.
Lo
pregai di darmi un’altra soluzione
che
quella era troppo impegnativa
per le
mie gambe.
Chiamò
allora il suo boss
e poi
una collega
e le
disse di attendere
a young
girl
with a
pink wheelchair
e due
accompagnatori
e che
non dovevo pagare un altro biglietto.
Mi
sorrise / lo ringraziai / mi salutò
e
all’altra stazione
tutto
filò liscio.
La
giovane ragazza
trentacinqu’enne
giunse a
destino.”
(Lila
Ria, Gennaio 2016)
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RINCHIUSA
IN QUESTA GABBIA SOLITARIA
(P. 19) …un’ape da dentro guarda fuori…
“Rinchiusa
in questa gabbia solitaria
di vetro
trasparente
mi
chiedo
cosa ci
sia realmente là fuori.
Se la
donna che vedo
stia
facendo la spesa per lei
o è solo
un tramite
per un’altra
famiglia.
Se
quell’uomo nell’angolo
sia in
attesa
di
qualcuno, oppure
stia
solo pensando.
Se la
mamma gatta
con quel
pancione,
che
ormai le struscia a terra,
fatichi
quanto me
in
questo mondo.”
(Lila
Ria, gennaio 2016)
Le immagini in bianco e nero che hanno ispirato i miei testi sono del Prof. Giuseppe Varchetta (sito: http://www.giuseppevarchetta. it/ ) e fanno parte del taccuino fotografico "ON S'EST RECONNUS PARIS" - ediz. Il Foglio Clandestino, Milano - di cui ho scritto sulla mia pagina anobii (click!)
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