lunedì 17 aprile 2017

La morte è un'opzione accettabile





“La morte è un'opzione accettabile”- Gabriella Grieco

Edizioni: I sognatori
Pagine: 151


All'inizio del libro, l'autrice ci mostra una stanza d'ospedale. C'è un'infermiera che assiste persone in coma da diverso tempo. Una delle sue assistite è una signora sui quarantacinque anni, con una lunga treccia.

Un paio di capitoli dopo, lo scenario è completamente differente. Veniamo catapultati in una stazione di polizia, dove, un'elegante donna sui cinquant'anni, prenderà in ostaggio due poliziotti.
Da questo momento, il lettore inizierà a percepire una carica di tensione che lo terrà incollato fino alle ultime pagine del libro.
L'elegante cinquant'enne tiene in una mano un detonatore. Dopo essere uscita dal coma, ha passato anni ad allenare il corpo e la mente. ["Prima dell'incidente i suoi muscoli erano scattanti, gambe allenate e braccia forti. E dopo aver restituito tono ed elasticità alla sua mente, era giunta l'ora di risanare anche il corpo. Non le piaceva sentirsi così debole e fiacca. Aveva ripreso a frequentare la palestra praticando gradualmente allenamenti sempre più intensi sotto la guida della sua vecchia allenatrice. Era necessario che lei riacquistasse la sua forza" P. 49].

Grazie alle svariate prove effettuate con l'ausilio di hand grip, i muscoli della sua mano saranno in grado di mantenere la posizione fissa sul pulsante a lungo tempo. Se il dito dovesse sollevarsi dal bottone, per un qualsiasi motivo, i corpi dei due uomini e il suo esploderebbero. Ma lei ha già messo in conto la possibilità di morire: la morte è un'opzione accettabile. E' determinata a ottenere giustizia o vendetta. Non ha più nessun familiare in vita, ha venduto la casa per pagare profumatamente qualcuno che l'aiutasse a raccogliere le prove, a capire cosa è successo veramente. E ora che ha la verità tra le mani è decisa ad andare fino in fondo.


Un libro scritto molto bene, carico di dettagli. L'autrice conosce perfettamente l'argomento di cui parla e non lascia nulla al caso.
Una lettura veloce, trascinante. Consigliata agli amanti del genere giallo / noir. A chi ha voglia di un diversivo per un paio d'ore.

sabato 18 marzo 2017

Mi sono accorta ora...



“Mi sono accorta ora
che oggi indossavo la lingerie
di Mass
bianca, ridotta, con cuori piccolissimi
rossi
acquistata non ricordo dove
con il solo scopo
di farci l’amore.

E i cuori se ne sono andati
al decimo o all’undicesimo lavaggio
un po’ come me e lui
che non ricordo da quanto
ormai ci siam persi
indolori, distanti.

E, ora che ci penso, lui queste
non le ha mai viste”

domenica 8 gennaio 2017

(WO)MEN IN GIALLO - brividi alla tastiera

Il mio racconto "Cuore annichilito" è stato pubblicato, con altri 31 racconti, all'interno dell'antologia "(WO)MEN IN GIALLO - brividi alla tasiera" curata da Costanza Bondi e Viviana Picchiarelli ed edita da Jean Luc Bertoni (Perugia)


Questa è la presentazione del mio racconto:


Dopo i racconti di vita di “Tracce” e l’ironia pungente de “Le vene vorticose”, il gruppo letterario delle WOMEN@WORK torna in libreria e, per l’occasione, si veste di giallo.
In trentadue storie, dalle cifre stilistiche e narrative profondamente eterogenee, gli autori e le autrici selezionati ci conducono attraverso le infinite declinazioni di uno dei più affascinanti generi letterari, regalandoci brividi in punta di tastiera.

martedì 6 dicembre 2016

assolo: testo due di sei - IL CAPPELLO




IL CAPPELLO
“Andai al matrimonio
col mio cappello migliore.
Tutti mi guardavano
la pelle dai fianchi
strabordava.
Indossavo le mie calze
d’acciaio fino
e, sebbene avessi scordato lo smalto,
me ne fregavo!
Avevo pur sempre una cosa
per cui tutti m’invidiavano:
il mio bellissimo cappello”

sabato 26 novembre 2016

Assolo per Joel-Peter Witkin

Buongiorno!

Questo mese, ho collaborato con "word Social Forum - il centro sociale dell'arte" (click!) che ha dedicato un omaggio a Joel Peter Witkin.

Si tratta di sei testi, liberamente ispirati a sei scatti del fotografo.


(testo uno di sei: "CAMMINA CAMMINA")


“Cammina cammina
sciocca bambina imbellettata
col girello d’acciaio fiorito
e il pizzo consunto.
Non li vedi?
Tutt’intorno a te
ridono, sbellicandosi a terra
e anche il pittore s’è fermato.
L’unico è un uomo
immobile sull’uscio
non parla, pensa:
sì, ma chissà a che cosa”
(Lila Ria, 16 ottobre 2016)

sabato 8 ottobre 2016

Buongiorno un cazzo

(FOTO: MUGGS di CHIARALASCURA click! - - -> http://chiaralascura.com/it/ )


Oggi è meglio che me ne stia chiusa in casa. Che io non veda, non senta nessuno. Se qualcuno mi dicesse "Buongiorno!" rischierebbe di avere come risposta quella della tazza.
Non riesco a scrivere: da tanto, non so da quanto. Sono arenata nell'attesa di giudizi da editori per la mia raccolta di racconti, in attesa che un editore mi dia le dritte per una raccolta poetica - che poi invierò ad altri editori - e mi sento un'emerita cogliona, incapace, per il riscontro avuto questa mattina da un editore, sul mio romanzo - ancora quello "TUNNEL" che ho in ballo da anni. Millenni.
Dopo che questo editore mi aveva dato un feed back positivo, ero entusiasta. Abbiamo lavorato insieme quattro ore. Poi io da sola nei mesi di agosto e settembre (ho riscritto tutto il romanzo nei week end. Ho eliminato circa 100 pagine. Mi sono sentita soddisfatta, una gran figa per esserci riuscita). E poi stamattina altre due ore di lavoro, alla fine delle quali mi sono sentita un'incapace.
Non sono una scrittrice. Non sono nessuno. Sono una che, a volte, scrive. Che ha dei momenti "più creativi" e dei momenti in cui si sente una nullità.
Non so se sia così per tutti. 
E' che la scrittura di un romanzo ti prende davvero tante energie. Energie che io, forse, ora non ho più.
E' sempre stato amore / odio con questo testo. Fin dai tempi del corso di scrittura creativa. C'erano giorni in cui, come oggi, volevo mandare affanculo tutto e darmi alle ricette di cucina.
Ho iniziato a scrivere perchè mi svuotava. Mi faceva piangere, ma poi mi sentivo meglio.
Oggi no. Non è colpa dell'editore: è colpa mia. Ma oggi aver riletto / rivisto con lui una parte del romanzo, ha fatto riaffiorare le mie insicurezze di anni fa.
Per me, scrivere, non è mai stato divertente. E' sempre stato un sopperire a un bisogno.
Il fatto di essere ora arenata, di non avere idee nuove e di non riuscire a definire idee vecchie... è piuttosto frustrante.
Mi chiedo dove sia finito tutto. Mi chiedo perchè io abbia questi umori così altalenanti. Mi chiedo perchè io debba stare così male. E se ne valga la pena.
O molli, una volta per tutte.

sabato 20 agosto 2016

Albizzate Valley Festival - Subsonica (7 Luglio 2016, un mesetto fa)


Oggi niente. Non ce la faccio a concentrarmi. Ho tutto un calendario sull'agenda, con scritto quanti capitoli al giorno devo risistemare - nel week end, ovviamente. In settimana lavoro, faccio fisioterapia, mica riesco - ma oggi ho la testa da un'atra parte. Sarà che ho dormito male, mi sono svegliata tardi, il capitolo 25 (ALESSIO) mi sembra scritto di merda... e allora, meglio lasciarlo lì. Scrivo altro.

Dicono che chi ha un blog dovrebbe scrivere in settimana. Che il sabato e la domenica scrivono gli sfigati. Io penso che ognuna scriva quando gli giri e della mia esperienza all'Albizzate Valley volevo scrivere da tantissimo. Ma poi... c'è sempre stato dell'altro.

...UN MESETTO FA,
era il 7 Luglio 2016, un giovedì, a cui sarebbe seguito un venerdì lavorativo, sono riuscita (FINALMENTE!!! Dopo anni anni anni che inseguivo questo desiderio...) ad andare alla serata d'apertura dell'Albizzate Valley. Si tratta di un Festival in cui si esibiscono diversi artisti. Quest'anno la serata di apertura aveva come protagonisti i Subsonica, uno dei miei gruppi preferiti.

L'ultima (e unica credo) volta in cui sono stata a un concerto dei Subsonica era nel 2002 al mediolanum palazzetto. Un audio pessimo, un Samuel fighissimo e un Boosta di cui mi ero innamorata, per il suo modo di ballare. Quell'anno ero seduta sugli spalti del palazzetto, con due aulin in corpo, i miei amici+le mie sorelle che facevano a turno per restare a farmi compagnia e Riccardo (detto Riky) con due bottiglie di coca e rhum nello zaino.

Per vari motivi, non sono più riuscita ad andare a un concerto dei Subsonica, fino a quest'anno. La mia amica Silvia e il suo "more" Ale si sono prestati come accompagnatori, io ho scritto (tempo prima) agli organizzatori, via fb, come potevo fare per il parcheggio e per l'accesso lì, e prestissimo, quella sera siamo arrivati al "Parco la Fornace".


Silvia "3F"+Lila+patapollo


 Lila+Ale "More"

Ero stanchissima quella sera. Non mi reggevo in piedi (quello era il problema minore: al concerto sarei andata in carrozzina ;-)). Anche il falegname, un ragazzo che mi avrà vista dieci volte in vita sua, mi disse: "Ila sei stanca, vero? ti vedo stanchina" "beh, sono stanchissima. Ma adesso mi faccio una doccia, poi mi trucco, metto il rossetto ed esco. Che stasera non ho male alle ginocchia, non ho scuse per non esserci al concerto!"

A parte un piccolo inghippo al parcheggio (con uno dei volontari, un po' anzianotto) che metteva in dubbio il fatto che uno di noi tre fosse disabile, terminata la discesa - un po' difficilina ragazzi! Ve lo dico: con una carrozzina a rotelle, ultraleggera, non è il massimo della vita - mi si è aperto il cuore. Arrivati c'erano una marea di ragazzi, di volontari ultragentili che ci davano indicazioni sul come fare, gli stand del cibo altri stand di vestiti, ecc.

Abbiamo iniziato a prendere posto a sedere (per noi tre e per chi ci avrebbe raggiunti poi) e ci siamo aperti una bottiglia di bianco fresco. 


Olga+Silvia "3F" 

Mentre mangiavamo, sul palco davanti a noi, c'era Nikki (di radio deejay) che suonava con i "Monaci del Surf" e Ricky ha scritto sulla mia bacheca fb che stava partendo da casa, sarebbe arrivato anche lui. Nel frattempo, io e Silvia, abbiamo fatto una tappa ai bagni (INCREDIBILE! CI SONO I BAGNI PER LE PERSONE DISABILI!), sono andata per lavarmi le mani, le ho insaponate ben bene e, mentre Silvia era alla toilette, lottavo col pulsante del lavandino, da cui non scendeva acqua! (ahahhahahah. Va beh... che ne potete capire voi di cosa significhi avere le mani piene di sapone e non poter spingersi in carrozzina :))). Un ragazzo, estremamente carino, mi ha detto "posso spingerti e andiamo a cercarne un altro?". e così mi sono ritrovata con un estraneo che mi spingeva alla ricerca di un posto in cui sciacquare le mani.

Una volta recuperata da Silvia, siamo tornate al nostro tavolo e abbiamo deciso di iniziare ad avvicinarci al palco "ragazzi andiamo davanti eh!", ho detto io entusiasta ad Ale e agli altri.
Anche se il prato era già piuttosto pieno, la gente, vedendomi, mi ha lasciata passare, fino a farmi arrivare in primissima fila. Lì un bodyguard, mi stava aprendo le transenne, per farmi andare sotto al palco, ma al suo "sei sicura di voler venire qui? I disabili sono nel palchetto là in fondo" ho detto "se gli altri sono là, vado con ,loro".

Ogni disabile aveva la possibilità di avere un accompagnatore. Ho iniziato con Ale, poi si è scambiato con Silvia. Il concerto è iniziato con Istantanee ed è proseguito con altre canzoni che fanno parte del mio (e credo di altri tanti trent'enni) passato appena trascorso.

Samuel carico e potente come (forse ancora di più) lo ricordavo. Boosta un po' meno "ballerino"






video



video 

 






Dopo un po' che il concerto era iniziato, e ormai avevo perso le speranze di vedere Ricky, Silvia mi si avvicina all'orecchio "Ila guarda chi c'è lì!" e lui e il suo sorrisone si sono arrampicati al palchetto, io mi sono alzata in piedi e col "parapetto" in mezzo ci siamo abbracciati: il nostro secondo concerto insieme!

Non ricordo a che ora sia finito. Ricordo solo che Samuel ha detto "Varese! Non siete ancora stanchi?" e ovviamente tutti hanno detto no. E la gente, in una serata estiva in settimana, era tantissima!

Non so sarò in grado di caricare i video che ho fatto durante la serata (ammetto di essere una pippa con la tecnologia). Non so se sentire quei pezzi di canzoni possa trasmettervi qualcosa.
Però vi assicuro che rivedere risentire i Subsonica dopo così tanti anni, in una così bella cornice, a due passi da casa... è stata una grande emozione!





GRAZIE AL TEAM DELL'ALBIZZATE VALLEY!!!!

GRAZIE AI SUBSONICA per la carica trasmessa

GRAZIE A SILVIA, ALE, RICKY, AURORA 
per la bella serata trascorsa insieme <3