(copio/ incollo dal sito i miei testi. Aggiungo qui le immagini - di Federica Pamio - che avevano ispirato i testi e un'immagine - presa dal web - di Dente/ Giuseppe Peveri)
LILA RIA
IL BAMBINO
“Aveva deciso di nascondersi lì.
Nel buco della pancia di sua madre.
La vedeva, la sera, stanca
al ritorno dal lavoro.
Coi capelli disfatti e
un pezzo di pane nella tasca.
Pensò: <<se la riempio io
Lei non sentirà più freddo
E quando andrà a dormire
Sognerà il sole. E il mare>>”.
*
Dente
"Lui con quelle sue gambe sottili
e il viso di una bellezza incompiuta
la mia sedia in prima fila
il rossetto, il mancato mojto non achilometrozero
e le sue battute
come venti tiepidi
nel mezzo delle canzoni,
quei corpi giovani, il freddo
i suoi capelli ingombranti".
("Dente" - Ilaria, 13/marzo/13, h. 19.33)
*
L’anello di plastica
“Che se solo lui m’avesse regalato un anellino
(di plastica! Di quelli delle chips)
io sarei stata, allora, una ragazza felice
nonostante i miei capelli gonfi e
l’inguine selvatica.
Ché mi bastavano i suoi denti,
la sua voce, le sue mani
e la mia pancia sorrideva,
quando ancora giocavo a calcio.
E, invece, ora mi arrampico sui mobili
appoggio mani e occhi nelle crepe dei muri
e cerco. E mi chiedo
: ma dove ho sbagliato?”
Parco Poesia, il primo festival italiano dedicato alla poesia giovane, un osservatorio costante anche grazie al sito parcopoesia.it e al Premio Rimini,
Isabella Leardini per avermi messa al corrente.
Grazie soprattutto a Noemi De Lisi, che mi ha invitata a partecipare al Premio
e a Federica Pamio per l'ispirazione (click! il suo portfolio)









