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lunedì 1 dicembre 2014

Rubrica Le motivazioni del poeta: Ilaria Pamio

è uscito stanotte il numero 11 di 

tn_JULES ET JIM CORSA

 Versante Ripido

"L'AVVENTO DEL NUOVO"

Iniziai a proporre loro i miei pezzi un anno fa: nel Dicembre 2013. Per me, questa, è S E S T A collaborazione.

In questo numero mi è stata dedicata la rubrica "le motivazioni del poeta", alla quale ho contribuito con un'intervista e con cinque poesie estratte dalla mia ultima raccolta "DIARIO" (2014).

Che dire... buona lettura!

Rubrica Le motivazioni del poeta: Ilaria Pamio


                           Sorrido, quando mi danno della poetessa. Non mi sono mai reputata tale. Non sono una di quelle che da ragazzina divorava libri di poesia, e non lo faccio tutt’ora. Posso sembrare arrogante, ma credo sinceramente che il mio modo di scrivere che, da una decina d’anni, ho etichettato come “poesia”, non sia stato ispirato (purtroppo, ignoranza mia!) da nessuno dei grandi, dei maestri, di quelli che, a ritroso, leggo e apprezzo ora.
pamioLa mia poesia nasce da un’esigenza interiore. È un atto egoistico. Non ho iniziato a scrivere per farmi dire “guarda come sono brava”. Ho iniziato a scrivere perché ne avevo bisogno, per non star male. Per buttare fuori dei macigni che avevo (che ho ancora) dentro e per sentirmi più leggera. Ho iniziato scrivendo dei pensieri nei margini dei libri di economia aziendale, dei testi d’inglese. Non ho mai fatto leggere a nessuno quelle cose, erano cattive, me ne vergognavo. Sono sempre stata una che voleva dimostrarsi forte e ammettere di scrivere “quelle cose” avrebbe mostrato a tutti la mia reale fragilità.
Se a ventiquattro anni ho aperto un blog e mi sono lasciata andare, mi sono aperta, iniziando a farmi leggere da sconosciuti (che così era più facile) è stato grazie alla mia analista. Ero andata da lei per i continui sbalzi d’umore che avevo, e che non riuscivo più a fronteggiare, da sola. Ho impiegato “solo” sette anni per ammettere a me stessa che non potevo sopportare tutto quel peso. A quattordici anni mi è stata diagnosticata una malattia rara, incurabile, progressiva. La vita mi è crollata addosso e i momenti di sconforto dovuti alla progressione al non più riuscire a fare, al dover chiedere aiuto. Tramite la poesia sono riuscita a tirar fuori il male che sentivo dentro, a scagliarlo contro un foglio, liberarmene.
Prevalentemente è per questo che scrivo. Ma scrivo di qualsiasi cosa che mi faccia male: relazioni chiuse, relazioni difficili, perdite di persone a cui tenevo, difficoltà mie personali, in genere.
Credo che il mio modo di scrivere sia piuttosto ermetico. Uso delle immagini. Mi piace visualizzare le emozioni, dar loro una forma, lasciare libera interpretazione a chi mi legge. So benissimo di non poter essere letta da tutti e che, la maggior parte delle persone che mi leggono, possono non vedere nulla, nelle mie parole. Io scrivo per gli altri, ora: scrivo per chi mi ha letta, per caso, su una rivista e mi si è presentato dicendomi “sei tu che scrivi quelle cose?”. Scrivo per chi ricollega il mio dolore a un suo proprio dolore. Scrivo per chi leggendomi “si sente meglio”. Ho scritto pochi testi allegri, positivi. Forse solo quelli destinati al mio nipotino Vinicio.
Sono dieci anni che scrivo poesie. Ho scritto oltre cento testi. Tutti inediti. Ho momenti più o meno produttivi. L’ispirazione cerco anche di trovarla da alcune fotografie, da film, da libri che leggo.
Sto cercando di colmare il mio vuoto intellettivo, leggendo alcuni testi. Al momento, sulla scrivania, ho Sylvia Plath, Nazim Hikmet, Alda Merini,  Anne Sexton, Artaud ed Emily Dickinson.
I testi che vi propongo, sono contenuti in “Diario”, la mia raccolta poetica con testi scritti nel 2014. È forse la mia raccolta più sincera, perché ho scritto fregandomene di qualsiasi giudizio. Per voi ho scelto: “Brutta troia”, “Venerdì santo”, “Zen”, “Cinque agosto 2014”, “Aforisma numero 3”. Buona lettura!
Lila Ria (Ilaria Pamio)
blog: infondoagliocchi.blogspot.com


***

BRUTTA TROIA
(21 Marzo 2014, in occasione della giornata mondiale della poesia)

Brutta Troia
ancora il bacio che mi desti, ricordo
il giorno in cui ci lasciò la nonna
e solo loro
seppero il vuoto che sempre lasciò.
brutta Troia,
che lasci i tuoi gatti sparsi
per il cortile, e lo sai,
che tra gli altri cazzi
io potrei soffocare,
ma tu non badarci
fingi
io non te lo abbia mai detto.
brutta Troia,
voltati pure dall’altra parte
quando mi vedi arrivare
che dei tuoi occhi
non me ne faccio chissacchè.
Si chiama solo educazione
semplice, il saluto.
Ma, del resto,
non a tutti venne insegnata
a due anni.”

***

VENERDI’ SANTO

“La mia corona di spine
È stretta attorno alla coscia
E, oggi, dei vostri commenti puri
(lo ammetto) me ne stra-f-otto.
Che non son’altro che miele per le orecchie
E urla di ghiaccio negli occhi.
Io sono sempre quella
Delle poesie scritte a mano sulla lingerie
Che ha la sabbia del mare sui piedi
E i fiocchi rosa sulla pelle.
E voi? Voi non siete altro che un silenzio
Accecante di nulla”

***

ZEN
Ginevra M.
dal 28/05/14 al 16/07/14 senza scrivere, poi
lo sblocco.

“Disillusa
Con lo sguardo nel lavandino
E bolle zen negli occhi.
Ho capelli orrendi il mercoledì
E pensieri
Sempre gli stessi.
Che sono sospesa da vent’anni
, o forse in attesa,
di un fottuto concorso (non so)
o di una mano
che mi plachi.”
     
(16 Luglio 2014, h 20.24, poesia 22 “DIARIO”)

***

CINQUE AGOSTO DUEMILAQUATTORDICI

“Vorrei che il mio cuore, per un attimo,
smettesse di respirare
e il fiato si facesse limpido
la testa smettesse di urlare.
ho morse di piombo
attorno allo stomaco
e occhi privi di luce.
vorrei un lunghissimo sonno
l’erba sullo sfondo
il rumore del vento, il sapore del mare.”
    
(5 Agosto 2014, poesia 25 “DIARIO”)

***

AFORISMA NUMERO TRE

“lei crollò in lacrime parlandomi di mio padre: in quel momento capii quanto lo amava.”
    
(24 Agosto 2014, poesia 26 “DIARIO”)
                           
Jeanne Moreau in Jules et Jim di François Truffaut
Jeanne Moreau in Jules et Jim di François Truffaut


QUI (CLICK!) trovate l'articolo
QUA INVECE (CLICK!) l'intero numero

 Grazie a Paolo e a Claudia, 

per avermi scelta tra gli autori


sabato 24 agosto 2013

Lila Ria, poetessa sulla metropolitana

Questo articolo è stato scritto un paio di mesi fa. E contiene due inesattezze (non si tratta di un'antologia, ma bensì di un libricino. Non verrà pubblicato anche il cartaceo, ma è/sarà solo disponibile la versione digitale). Però, come sapete, il mio blog è (anche) un archivio di tutti i contenuti che mi riguardano. E, quindi, nell'attesa di un mio nuovo post, ve lo ripropongo.
Buona lettura! 






Lila Ria, poetessa
sulla metropolitana



  • 29 giugno 2013
Gallarate -   «Le prime poesie ho iniziato a scriverle sul bordo delle pagine dei libri di economia aziendale». Da settembre, però, tutti i passeggeri della metropolitana di Milano potranno leggerle gratuitamente.
Ilaria Pamio, gallaratese 33enne, è infatti tra i vincitori di “Subway letteratura”, concorso organizzato da “Subway edizioni” in collaborazione con Atm. Possono partecipare scrittori e poeti under 35 e il premio in palio è la pubblicazione dei testi all’interno di un’antologia. Il volume 2013 è già disponibile in ebook e, con l’autunno, sarà stampato in 4 milioni di copie e distribuito all’interno delle stazioni della metro.
“Mais” è il titolo dell’opera della poetessa gallaratese, che si firma però con lo pseudonimo Lila Ria. «Nasce dal fatto che il mio piccolo cuginetto credeva che mi chiamassi Lilaria, scritto tutto attaccato».
Un diploma di ragioneria in tasca, un lavoro come assistente alla clientela all’interno di una compagnia aerea, Pamio non ha mai smesso di scrivere.
Racconti, addirittura un romanzo in via di ultimazione e poesie. Le migliori le pubblica sul suo blog all’indirizzo infondoagliocchi.blogspot.com. «Scrivo da quando avevo 14 anni. Lo faccio perché devo farlo», perché è l’unico modo che ha per esprimere ciò che ha dentro.
«Tu hai delle cose nella pancia - prova a spiegare - e devi buttarle sulla carta, altrimenti non dormi». Lo spunto può arrivare dalla famiglia, dai rapporti d’amore. Ma anche da piccole cose come un film, un quadro, una fotografia. Quando sente l’urgenza di scrivere, Lila Ria non può farne a meno.
«Sono poesie brevi, piuttosto criptiche, mi piace che chi le legge ci veda quello che vuole». In carriera ha vinto alcuni concorsi e pubblicato le sue opere in diverse antologie. E da settembre sarà in tutte le fermate della metropolitana.
Riccardo Saporiti


(fonte: http://www.laprovinciadivarese.it/stories/Cronaca/lila-ria-poetessa-sulla-metropolitana_1012468_11/ )

domenica 5 maggio 2013

PUBBLICANO IL MIO RACCONTO "IL GIORNO IN CUI DIVENNI CLEOPATRA"!

Le WOMEN@WORK tornano in libreria con LE VENE VORTICOSE - quando l'ironia è femmina - Bertoni Editore: un caleidoscopio di storie e di emozioni raccolte in occasione del concorso nazionale, organizzato nel 2013 dal gruppo letterario fondato e coordinato da Costanza Bondi 




 Un assaggio del mio racconto, lo trovate cliccando qui (CLICK!!)




( photo credit: Loren Javier via photopin cc  )



Di seguito, potete leggere l'intervista che ho rilasciato al Gruppo Letterario Women At Work.


AUTRICE o POSFATRICE o PREFATRICE o EDITRICE
Autrice. Lila Ria.

LIBRO SUL COMODINO
Storia di un corpo – di Daniel Pennac, regalatomi questo Natale da mia sorella e suo marito e iniziato due settimane fa.

L’ABITUDINE A CUI NON RINUNCI MAI
Un caffè, alla mattina, appena terminata la colazione.

UN BUON PROPOSITO
“Ila non fare l’isterica oggi!”

PUNTI DI FORZA
La testardaggine, il fatto di mettere tutto l’impegno possibile in ogni cosa che faccio.

PUNTI DEBOLI
La poca pazienza, l’essere permalosa, l’essere suscettibile ai giudizi altrui.

DOMANDE O RISPOSTE?
Io faccio un sacco di domande.
Dagli altri voglio sempre tante risposte. Forse troppe.

CASA DOLCE CASA?
Dipende dai giorni.

PAURA DI?
Della solitudine.

AL LAVORO PROBLEMI DI?
Mal sopporto la gente arrogante.

I SOLDI FANNO LA FELICITà?
Non lo so. Avere un tuo stipendio ti fa avere libertà che altrimenti non avresti. E poterti concedere una vacanza, una mostra, una cena particolare sì ti rende momentaneamente felice.
Magari se un giorno avrò tanti soldi, potrò dire se i soldi danno la felicità.

PROSA O POESIA?
Poesia.
Quando sono arrabbiata la poesia mi aiuta meglio a liberarmi delle mie angosce.
Con la prosa sono meno incisiva.

SCONTRO O ESCAMOTAGE?
Escamotage.

BOTULINO O ZAMPE DI GALLINA?
Zampe di gallina.
Certo, mi piacerebbe avere un po’ più di seno. Ma se dovessi ricorrere alla chirurgia, lo farei per farmi impiantare un paio di gambe nuove. Chi se ne frega del botulino.

I SOGNI SON DESIDERI?
Sì. E avere dei sogni, ti aiuta a cercare di realizzarli.

AMORE O SUCCESSO?
Amore.

TACCHI O PIANELLE?
Scarpe da tennis.

CIBO PREFERITO
Tagliatelle al ragù. Hanno la capacità di riempirti il cuore.

META PREDILETTA
Una qualsiasi località marittima.

LA GIOIA Più GRANDE
La nascita di mio nipote Vinicio.

IN BORSA HO SEMPRE…
Il telefono cellulare. Sono terrorizzata dall’idea che io mi cedano le ginocchia e io cada e abbia bisogno delle braccia di qualcuno per rialzarmi.

SONO FELICE QUANDO…
Ricevo una telefonata, un sms, una visita da una persona a cui voglio bene.

SEDUZIONE È…
Essere spontanei.

SE FOSSI UN UOMO…
Urinerei in piedi.

COME TE NESSUNO MAI…
“Come me nessuno mai” ha così tanti sbalzi umorali in ventiquattr’ore.

UNA FRASE CHE TI RIASSUME
La cosa importante è che tu vada a letto contenta di te stessa.






- info e acquisti: bertoni.jeanluc@tiscali.it -

Presentazione del libro sabato 1 giugno, ore 17.30 al Caffè del Teatro Morlacchi di Perugia.

(fonte: http://www.gruppoletterariowomenatwork.com/le-vene-vorticose/ )

sabato 29 ottobre 2011

La prima intervista – a cura di Iannozzi Giuseppe

Giuseppe (Beppe) Iannozzi


LilaRia

In fondo agli Occhi – Lila Ria