sabato 10 novembre 2007

CORALLO


CORALLO
QUARANTANOVE€CINQUANTA

Qui c’era un uomo.
Coi capelli lunghi grigi.
Lo sguardo ermo e bello.
Qui c’erano cinesi a servirti.
Carine ed in ordine.
Qui c’era una ragazza celiaca.
Magra magra. Più di me.
Ma anche più giovane. E carina.
Col suo sacchetto col cibo.
Che chiese di prestare attenzione all’uso delle posate.
E delle stoviglie.
E l’uomo solitario aveva lo sguardo di fronte al mio.
E la donna imbellettata era alle mie spalle.

E la menava.
Per un sacco di cose.
Indossavo la mini ed era estate.
Guardavo l’uomo.
Un personaggio da film. O da libro.
Di quelli con la faccia vissuta.
Di quelli che sembrano averle viste. Un po’ tutte.
E ti dirò che mi dispiace.
Che avrei voluto dirgli raccontami. Che un giorno scriverò di te.
Che avrei voluto dirgli io la trovo interessante.
E invece.
Sono rimasta.
Lì.
A sfiorarne lo sguardo.
Mi sono anche alzata. A pagare.
Gli sono passata accanto.
E.

Non mi sono più voltata.

(immagine: Sardegna Agosto 2007)
(song: "che cos'è l'amor?+besame mucho" (live) Vinicio Capossela)

1 commento:

Lilaria ha detto...

#12
11:27, 23 novembre, 2007

Splendido.
A volte basta un semplice sguardo per esserne rapiti.
LaRugiada
#11
16:09, 20 novembre, 2007

la vita è fatta di scelte, come cantavano in coro i coralli... (e la canzone di vinicio capossela è tra le mie preferite)
zop
#10
09:14, 20 novembre, 2007

bello interrogarsi sulle vite partendo da uno sguardo
Carlyssima
#9
15:52, 16 novembre, 2007

E adesso? Ci ripensi?
sevensisters
#8
01:15, 16 novembre, 2007

qualche raggio di sole. non ho avuto il tempo neanche di sentire freddo.
dream1980
#7
09:33, 15 novembre, 2007

sai che...
..sono le persone che collezionano istanti quelle che preferisco...
:*
Ciao ila..
fresiaspina
#6
23:25, 13 novembre, 2007

Aveva labbra sottili, capelli lisci e neri come certe notti di mare senza vento, zigomi e tratti così castigati, duri, occhi elettrici di una bellezza invasiva, travolgente. (Ti chiese una sigaretta). Aspirò da una Marlboro rossa e dalle tue labbra l’Europa che si riavvicinava (occidentale madre adottiva) e ti travolse e poi avanzaste insieme, a ondate, vi scavalcaste l’uno con l’altra lungo i corridoi composti degli alberghi di Budapest lasciaste il segno della marea sulle pareti e perdeste le scarpe a metà del vostro perdervi fino a gorgogliare in una vasca da bagno (voi che eravate mare di notte e vi si era alzato il vento, sulla pelle).

Splendore.
Pietro.
liberamidalmale
#5
12:48, 13 novembre, 2007

accadde anche a me.
dream1980
#4
21:46, 10 novembre, 2007

l'incontro di una persona è sempre importante...chiunque sia...uomo o donna o bambino...c'è sempre qualcuno che ha bisogno di noi
marcoodb
#3
16:31, 10 novembre, 2007

e si... quante persone incontriamo che potrebbero raccontarci tantissime cose... purtroppo la frenesia della vita non ci consente di conoscere davvero chi vorremo...
buon sabato!!!
Franco61
#2
16:08, 10 novembre, 2007

Quante volte passiamo accanto a persone che vorremmo conoscere e invece di fermarci proseguiamo per la nostra strada....ma forse è anche meglio così. I piccoli momenti lasciano comunque sempre qualcosa.
IlaLuna84
#1
15:37, 10 novembre, 2007

Profumo di quiete,e magiche emozioni!...
Nel respiro del mare,l'azzurro del cielo!.
un sorriso di sole
peter
ThePeterPan