aLluCiNaZiOnI-SoNoRe
svegliarsi. andare in sala. semisvestita.
essere pervasa dall’incessante tic/tic/tic di un ferro da stiro
acceso
dimentico di qualcuno
e sbuffare. accingersi a spegnerlo. staccarne la spina.
ops!
nessuna spina nella presa. la lucetta non è rossa. il ferro è spento.
cos’era quel rumore? (eppure l’ho sentito)(lo giuro)
come chi si sveglia. la mattina. gridando “ILARIA!” nella stanza
e un’ilaria non c’è. non la conosce. ancora
come quelle volte. che dico parole da sola.
come se raccontassi. a chi?
e poi, solo poi… me ne accorgo
essere pervasa dall’incessante tic/tic/tic di un ferro da stiro
acceso
dimentico di qualcuno
e sbuffare. accingersi a spegnerlo. staccarne la spina.
ops!
nessuna spina nella presa. la lucetta non è rossa. il ferro è spento.
cos’era quel rumore? (eppure l’ho sentito)(lo giuro)
come chi si sveglia. la mattina. gridando “ILARIA!” nella stanza
e un’ilaria non c’è. non la conosce. ancora
come quelle volte. che dico parole da sola.
come se raccontassi. a chi?
e poi, solo poi… me ne accorgo
(shhhhhhhhhhhhh. non diciamolo a nessuno)
2 commenti:
franco
marzo 18, 2008 alle 8:19 pm
E’ come quando mi sveglio la domenica mattina convinto che devo andare a lavoro…. (poco piacevole)
Francesco
marzo 19, 2008 alle 7:19 pm
Da qui si vede che mondo ricco è quello in cui vivi, ma sei tu che lo arricchisci. Di allucinazioni, che poi sono un modo per colorare, come un pittore.
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