giovedì 5 luglio 2007

when Love met Psycho






sul n° 61 di STORIE  "vita e morte del porno, life and death of" nella rubrica "la recenseide", pag 168 hanno scritto:

"Il Lui e il Lei sempre maiuscoli lasciano trapelare l'importanza reciproca del lui e della lei di questo racconto, che si incontrano e si gettano increduli ("...confusa...ho quasi paura di dire felice") in una storia travolgente. Una relazione che avanza intervallata dai pensieri di lei, anzi Lei ("che mi stia prendendo in giro?"). In "when Love met Psyco" sesso, coccole, storie di giovani: baci incastrati nei pircing e dolci messaggi di buon risveglio lasciati sul cellulare. L'amore al passo coi tempi svelato da uno stile fresco. Un amore che riuscirà a sconfiggere la paura dell'amore. Un po' scontato."

pour la chanson: "canzone" di Vasco Rossi





(fino al 31 Luglio potete votare  per la mia fiaba: *CLICK*Un angelo chiamato Angela)



meglio di così non ce la faccio... (essì che io ho una calligrafia grande!)
sorry...



POTETE LEGGERLO ANCHE QUI:
(a mano) -ILARIA SU FLICKR
(al pc) COMMENTO N° 11

venerdì 22 giugno 2007




a volte s'immaginava eroina incompresa di un film in bianco e nero
adorava il bianco e nero
la purezza che abbaglia deformando ogni visione
il macello che t'inghiotte urlando in gola
a volte guidava veloce e si faceva trasportare da questa canzone o da quell'altra
colonna sonora riempitiva del vuoto che sentiva dentro
e s'immedesimava in quelle parole
a volte si lasciava cullare dai suoi sconforti
"troverò mai l'amore?" (diceva nutrendosi di orgasmi solitari)
"che poi beh...in fondo non è così male neanche così" (si confortava: domanda e risposta da sola
come al solito perchè non sapeva aspettare)
a volte immaginava qualcosa la inghiottisse
una bocca larga frantumasse le sue ossicine di pollo tra denti aguzzi
e gli scricchiolii erano musica dolce per le sue orecchie

ma lasciamola stare! torniamo alla cosa del film

nel suo film un po' retrò
era normale essere magrissime

e un qualcuno dal cappello di velluto rosso
la notava
la scopriva
la braccava
la squamava
dal grigiore che la comprimeva
e s'immaginava bionda chiara chiara
come una Gwen Stefany
o un'Alice In Wonderland
e sgranava gli occhi
"no non sono pronta" si autoconvinceva
"ma lei poi chi è?"
e correva correva correva
su quelle scarpette verde smeraldo scuro
verso un vicolo cieco
(te sai dve stà andando?)



(immagine: HOTEL ROOM-GRENOBLE, Dominique Dierick)
(chanson: Death in Vegas, Dirge)




(fino al 31 Luglio potete votare  per la mia fiaba: *CLICK*Un angelo chiamato Angela)

venerdì 8 giugno 2007

.la piccola Cenerentola s'era messa in ginocchio ai loro piedi. (Al vostro servizio maestade. Fate di me la vostra umile serva). e aveva buttato nel cesso le lacrime. e aveva trafitto il suo orgoglio e sfracellato il suo onore. (Non serve a un cazzo combattere). li vedeva gioire grandiosi. come se la sua calda lingua si fosse fatta spazio oltre le loro patte cercandolo avida. e gliel'avesse ingoiato giù giù fin'in fondo. ed oltre. fin dove poteva. (Godete-pensava anestetizzata). che tanto quella roba azzurra là la distreva. e lei non riusciva più a pensare.





(fino al 31 Luglio potete votare  per la mia fiaba: *CLICK*Un angelo chiamato Angela)





(immagine: Ray Caesar)
(canzone: Mad World)

lunedì 7 maggio 2007

Un angelo chiamato Angela

Un angelo chiamato Angela 
è il titolo della mia fiaba



Si basa su una cosa che mi raccontò qualche mese fa mia nonna.
Lei mi disse che quand'era piccola, all'età di tre anni, sua madre ebbe una bimba che nacque morta.
La zia la portò all'ospedale e gliela fece vedere.
Era bella, come una bambola. col viso tondo e la cuffia di pizzo.
Le dissero sarebbe andata al limbo, il posto dove vanno i bambini morti senza aver ricevuto il battesimo.
Lei si chiedeva perchè. Perchè non fosse andata direttamente in paradiso.
Una volta cresciuta, mia nonna, seduta sul bordo del letto la "pregava"/la prega dicendole "Angiolina, Angioletta"...
e le sembra che le sue paure per una visita medica o per la famiglia, un po' vengono alleviate.


Nella mia fiaba ho voluto raccontare di questo rapporto speciale tra lei e Angela.
Così importante, e profondo, per entrambe.

Ho cercato di descrivere la bellezza di un legame, tra sorelle.

Ho partecipato ad altri concorsi in passato, dove però raccontavo di esperienze vissute. O di sensazioni mie. O di sogni.
E’ la mia prima fiaba.
Volevo mettermi alla prova.





non ho vinto. non farà parte del libro...
ma se avrò abbastanza voti...sarà pubblicata singolarmente da "CENTO AUTORI"

vi lascio il link
http://www.assoali.com/html/modules/PDlinks/viewcat.php?cid=1&orderby=titleA&start=40
please...
votatemi!
LA GARA E' ANCORA APERTA!!!
(fino al 31 Luglio...)



(pour la chanson: Kelys - Lil'Star ****che fà tanto divertire il Pippo e la Chicca****)

giovedì 3 maggio 2007

concorso di emozioni




un paio di mesi fa ho partecipato all' INIZIATIVA
e ora... si è giunti al capolinea
e qui dentro...ci sono anche io!!!

il link per acquistarlo, è questo

sembrerà strano...
ma sono davvero felice!

mercoledì 2 maggio 2007

due scarpe grigie quarantasei
tra i due divani blu
una dozzina di persone
e un happy birthday to me
una torta al cioccolato
un po' da bere
martini-vodka-heineken-pampero
avanzato anche quest'anno
i due vent'enni, che poi hanno ventiquattro e venticinque anni
le due sorelline
la pila di piatti
mettiamo in ordine non fate casino con quelle moto
tutti stasera con la moto?
andiamo di là che è tardissimo
due lettini
nella cameretta viola e verde
quattro piedi in un solo letto
(mi hai resa felice
ma te l'ho già detto ottantaquattrovolte quella notte)

(canzone: un Romantico a Milano- Baustelle)

giovedì 12 aprile 2007

(CRY!) BLOOD MIND

(CRY!)
BLOOD MIND
Le natiche tagliavano le piastrelle fondendosi tra le venature del pavimento di marmo chiaro. La scapola destra poggiava su una parete, la sinistra sull’altra, scomode all’angolo di quelle due mura del salotto. Teneva la testa china tra le mani, i gomiti temporeggiavano sulle ginocchia, rannicchiate in pochi centimetri quadrati. Sollevò di scatto la testa quando dallo stereo partì Spank Thru, una delle sue canzoni preferite. Fu allora che si domandò che ore fossero.”Porca puttana! Mio padre è un coglione!” sbraitò guardando La persiana della memoria sulla parete di fronte a sé
“Come cazzo si fa? Come si fa, mi chiedo! Avere tre orologi con le lancette imbizzarrite. Quello stronzo deve trovare il modo di farle tornare normali”. La sua testa era sospesa nell’aria. Aveva ingurgitato anfetamine sciolte in alcool etilico. Non sopportava stare solo, e ora lo era. Le pupille dilatate non distinguevano un orologio vero da tre sciolti in un quadro. C’era stata una festa quella sera. I soliti amici, più qualche imboscato. Il tavolo in noce era saturo di bicchieri semivuoti. Uno dei calici a tulipano era per terra col corto gambo spezzato, reo di aver insozzato con Tennessee Whiskey  il persiano rosso e blu sottostante.
Giorgio temeva di soffocare, tanto i suoi polmoni stavano affogando nel puzzo di pelle dei divani nuovi impregnati dell’odore di fumo dei vari mozziconi sparsi qua e là nei posacenere vintage in cristallo e argento. Erano gente_per_bene i suoi amici, universitari figli di papà con scarpe Prada, che si accompagnavano a biondine con borsette Louis Vuitton e vertigini su tacchi Gucci. Nessuno di loro si sarebbe mai permesso di cremare il tappeto del signor Pirola.
Ora Kurt stava gridando. Giorgio strinse forte la testa tra le mani e iniziò ad urlare: “Smettila! Smettila! Chiudi quella fogna di bocca! Chiudila per dio!”. Se ci fossero stati dei vicini, di sicuro qualcuno avrebbe chiamato la polizia, ma abitava in una villetta isolata. “Piantala, ti prego”, chiese ora con tono dimesso, singhiozzando come un bambino.
Chinò nuovamente la testa, ma balzò in piedi immediatamente. Sbatteva le mani idrofobe sulle braccia invase da api “Cosa volete? Che vi ho fatto?”. Forse, durante le sue crisi depressive corrette con Xanax si era soffermato troppe volte ad osservare il Sogno causato da un’ape attorno a una melograna un secondo prima del risveglio.
Suo padre era un patito di Dalì, ma ignorava quanto quei quadri così onirici e suggestivi potessero impossessarsi della mente sognatrice del figlio. Più volte il ragazzo si era chiesto quale paura avesse accompagnato quella donna indifesa dall’assalto delle tigri. Ma di più lo preoccupava quell’ape nascosta sotto di lei, che avrebbe potuto pungerla a sorpresa. Ora quell’ape si era moltiplicata in cento, mille esemplari che usciti dal frutto si erano diretti verso di lui procurandogli un dolore intenso che spingeva, scoordinato quasi fosse posseduto, a dimenarsi tra sedie rivestite di velluto rosso, tavolini con sopra vasi liberty e carrelli con le bottiglie di Jack Daniels, Gordon’s Gin, Martini, Keglevich.
D’improvviso il ronzio terminò. Si guardò le braccia: sgorgavano sangue “Mi hanno riempito di squarci, ma almeno se ne sono andate”.
Il suo volto disegnò un sorriso esausto. Ora la calda voce di Lou Reed cantava “Just a perfect day, problems all left alone” ed uscì, barcollante, dalla stanza, diretto verso il bagno, deciso a ripulirsi da quello schifo.

(Ilaria, 21 marzo 2007-che tra un mese e otto giorni avrò 27 anni…chi ci sarà?)


un grazie speciale
a Matteo... perché le nostre chiacchierate mi hanno portata a incuriosirmi su artisti che (parzialmente) ignoravo
a Pietro... perché sono un'insicura cronica. E il fatto di avertelo fatto leggere... mi ha fatta sentire "migliore"
a Maurizio... per i dettagli tecnici. Perché non sono per nulla un'esperta di sostanze allucinoGGGene ;-)
a Jhimmy B... perchè se tutti mi dicessero quanto sono brava/bella non potrei mai migliorarmi. E crescere
a Storie... per la valutazione. Per quello che mi avete fatto tirar fuori in questi mesi
a Christian, Michele, Enrico e Flavian di Penna D'Oca... per i commenti sul sito


(la song: "Spank Thru"- Nirvana)